Ultima modifica: 16 febbraio 2014

Indirizzo musicale

Vademecum dell’indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado

Cos’è l’indirizzo musicale?

L’insegnamento di uno strumento musicale nella scuola media prende il via in forma di sperimentazione in tutto il territorio italiano negli anni ’70. Il primo decreto ministeriale del 1979 e il secondo del 1996 sono i primi due passi che sanciscono la struttura e permettono l’apertura di nuovi corsi a indirizzo musicale presso le scuole medie (oggi chiamate secondarie di primo grado). Con la Legge n.124 del 3 maggio 1999 i suddetti corsi sono ricondotti a ordinamento e istituiscono l’insegnamento curriculare di uno strumento musicale nella scuola secondaria di primo grado. Ai sensi del D.M. 6 agosto 1999 n. 201, inoltre, è istituita la classe di concorso di strumento musicale nella scuola media (A077)

L’indirizzo musicale si trova in tutte le scuole italiane?

No! L’attivazione di tali corsi è un “privilegio” che poche scuole hanno in questo momento. Ci sono scuole che, pur avendone fatto richiesta, non hanno ottenuto l’apertura dei corsi altre, invece, non hanno mostrato interesse e sensibilità per la loro istituzione. L’istituzione di tali corsi è, però, in costante aumento in varie regioni italiane.

Che cosa bisogna fare per iscriversi?

All’atto dell’iscrizione nella scuola secondaria di primo grado gli alunni che desiderino frequentare i corsi, dovranno farne richiesta sulla stessa domanda d’iscrizione, specificando tale volontà.

Dopo aver consegnato la richiesta alla scuola, si è automaticamente iscritti al corso?

No! Dopo aver effettuato l’iscrizione, l’alunno dovrà sostenere un’apposita prova orientativo attitudinale predisposta dal Ministero della Pubblica Istruzione e svolta dalla scuola. Tale prova sarà sostenuta da ciascun candidato. La commissione, (formata dai docenti di strumento, da un docente di musica e dal Dirigente scolastico) al termine di tutte le prove, attribuirà un punteggio a ogni candidato e stilerà una graduatoria d’idoneità.

In cosa consiste questa prova attitudinale?

Questa prova misura con notevole attendibilità le capacità percettive e si articola su tre punti: discriminazione delle altezze dei suoni, prova di intonazione e riconoscimento di ritmi.
Un colloquio finale con l’alunno cercherà di chiarire quali motivazioni lo abbiano indotto a sostenere la prova.

Per potermi iscrivere è necessario saper suonare uno strumento?

Non è necessario. La prova, infatti, non prevede l’utilizzo dello strumento musicale.
Le attitudini musicali e fisiche possono essere riscontrate anche negli alunni che non studiano più o non hanno mai suonato uno strumento musicale.

Posso scegliere di studiare qualsiasi strumento proposto?

L’indirizzo musicale prevede l’attivazione dell’insegnamento di quattro strumenti. Quelli della nostra scuola sono sassofono, clarinetto, flauto traverso, pianoforte. La commissione cercherà di tener conto delle richieste dei candidati. La ripartizione degli strumenti, però, avverrà tramite il conseguimento del punteggio più alto attribuito dalla commissione fra i quattro strumenti proposti sulla base, anche, delle attitudini fisiche riscontrate durante la prova.     

Se lo studio dello strumento non è più di mio gradimento, posso smettere di studiarlo?

No. Si ricorda, a tal proposito, che  lo studio dello strumento musicale assume la veste di disciplina curriculare a tutti gli effetti e al pari delle altre materie scolastiche nell’arco di tutto il triennio. L’insegnante di strumento musicale, in sede di valutazione periodica e finale, esprime un voto (che apporrà sulla scheda di valutazione) sul livello di apprendimento raggiunto da ciascun alunno al fine della valutazione globale. In sede d’esame di licenza è verificata, nell’ambito del colloquio pluridisciplinare, anche la competenza musicale conseguita al termine del triennio sia sul versante della pratica esecutiva individuale e/o d’insieme che su quello teorico.

 Bisogna raggiungere un traguardo minimo di competenze musicali e strumentali per ottenere dei voti positivi?

Lo studio dello strumento musicale merita, al pari delle altre discipline, una quantità d’impegno che permetta allo studente di ottenere dei risultati positivi. Non è contemplato un tempo minimo o massimo di esercitazioni bensì sarà l’impegno costante e lo studio giornaliero dello strumento che, in definitiva, consentiranno i migliori risultati.

In cosa consistono le lezioni di strumento?

Le ore d’insegnamento sono destinate alla pratica strumentale individuale e/o per piccoli gruppi anche variabili nel corso dell’anno, all’ascolto partecipativo, alle attività di musica d’insieme, e alla teoria e lettura della musica: quest’ultimo insegnamento può essere impartito anche per gruppi strumentali. L’impegno prevede circa due rientri settimanali, a seconda delle attività previste (lezione individuale, musica d’insieme, ecc.).            

Bisogna comprare lo strumento musicale?

E’ preferibile che ogni alunno iscritto al corso di Strumento Musicale abbia il proprio strumento a casa per esercitarsi, questo è l’unico vero costo che comporta questa materia. Va comunque considerato che lo strumento servirà all’alunno per tre anni.

Una volta terminato il percorso degli studi musicali nella scuola secondaria di primo grado, quali prospettive vi sono per la prosecuzione di tali studi?

Grazie all’apertura e all’istituzione dei nuovi “Licei Musicali”, è possibile proseguire gli studi musicali presso tali istituti. L’accesso è effettuato tramite un’apposita prova inerente lo strumento studiato in precedenza. Questo nuovo liceo rilascia un diploma di maturità identico agli altri cinque percorsi liceali presenti in Italia e consente la possibilità di proseguire sia gli studi musicali presso l’università di Alta Formazione Artistica e Musicale (A.F.A.M.), ovvero il Conservatorio, che l’iscrizione presso qualunque facoltà universitaria.